Una raccolta di tutti i miei misfatti a sfondo musical-giornalistico, conservati qui per voi direttamente dai giornali che irresponsabilmente me li hanno pubblicati.....
stay tuned for more happy days
lukacarnifull@libero.it
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This is where you stick random tidbits of information about yourself.
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Storie di un giovane John Goodman Underground.
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martedì, luglio 06, 2004
Sunsplash 2004.
Ormai siamo ai blocchi di partenza. Sta per ripartire quell’enorme evento che ? il Sunsplash, ed anche quest’anno il parco del Rivellino si prepara all’arrivi delle falangi reggae provenienti da ogni angolo della Penisola, ma anche da altre zone d’Europa. Cos?, dicevamo, fervono i preparativi per la grande settimana: si monta il palco, si allestiscono gli stand, ma soprattutto si taglia l’erba. Anche quest’anno il cast presenta nomi noti ed altri un po’ pi? di nicchia: a fianco agli Africa Unite, praticamente cittadini onorari del Sunsplash, ci sono anche artisti come Luciano o Beenie Man, per non parlare del vero colpaccio di quest’anno, i Cypress Hill, che col reggae hanno a che spartire pi? o meno lo stesso che hanno i fratelli Vanzina con Orson Welles, ma che sicuramente si candidano per essere “la” serata di questa edizione 2004. Ma il Sunsplash non ? solo musica. A contorno del festival c’? un mondo di colori che difficilmente vedreste, profumi che mai con cos? tanta forza annusereste, se non foste al Sunsplash. I freakkettoni, gli stand di cianfrusaglie, la mitica Pizzeria degli Elfi, ambigua istituzione mistico-mangereccia che si annida tra gli alberi, il continuo rimbombare fuori tempo di djemb? e tamburoni vari, suonati da percussionisti dell’ultima ora.
Un caso a parte mi sembra giusto crearlo per il delzioso mondo dell’imprenditoria hare-krishna, sempre che si scriva cos?. Avrete sicuramente notato questi ometti sfornare per voi prelibatezze: se da un lato troviamo casi di scarsa lungimiranza del mercato, come il brav’uomo che a luglio avanzato tenta di rifilarci le mandorle caramellate calde, dall’altro lato troviamo l’autentico imprenditore. Colui che sforna, in quantit? industriali, deliziosi fagottini con voluttuosi ripieni di albicocca, mele, ed altri sapori inebrianti. Inutile dire come il fagottino rappresenti una vera manna dal cielo per le ondate di fame che, ben oltre i pasti consigliati, colgono impreparati gli astanti nelle nebbiose tende. Sano, nutriente e sostanzioso, il fagottino fruttolento pone rimedio ad appetiti innaturali, e riempie di sostanza pure il portafogli del buon fagottaro.
Provare, tra le mille cose che potete trovare laggi?, per credere.
2:20 AM
lunedì, giugno 21, 2004
la stagione "alternativa" per l'estate 2004.
La stagione estiva ? ancora nella sua fase embrionale, causata da un maggio che pareva pi? degno dei monsoni portatori di pioggia che piuttosto un benvenuto al caldo ed al sole. Nonostante questo, gli organizzatori fremono ed cominciano a stilare calendari di appuntamenti. Siamo andati a fare due chiacchiere con Michele Poletto, che attraverso la sua organizzazione Banda Sonora ha animato parecchie serate ed appuntamenti in regione durante la scorsa stagione, passando dai club a locali rock, da aperitivi chic a concerti vari.
Sondiamo quelle che possono essere le premesse di questa estate 2004 con una breve analisi della situazione insieme a lui.
-Banda Sonora ha organizzato serate in vari locali per tutta la stagione invernale. Qual ? il bilancio finale?
Tutto sommato positivo: in linea di massima le nostre proposte musicali hanno buoni riscontri di pubblico, per cui, ovviamente, se c’? pubblico spesso vuol dire che le serate stanno in piedi economicamente e che anche i gestori sono contenti. E se son contenti loro, siamo contenti tutti!…
Del resto, tranne nel caso dei Disconnection, stiamo parlando di serate con DJ e cover band, quindi di proposte fruibili un po’ da tutti , nonostante in molti casi non siano propriamente definibili “commerciali”.
-Sta cambiando qualcosa nei gusti del pubblico? Cosa si riesce a proporre meglio oggi e cosa invece ancora non trova sbocchi, nella vostra esperienza?
Che i gusti si siano evoluti ? sicuro: il successo dei Bodymovers, ad esempio, fino a qualche anno sarebbe stato impensabile. Certo che, comunque, sono ancora le proposte pi? facili a dominare il mercato, mentre quando al pubblico ? richiesto uno sforzo, seppur piccolo, cominciano i problemi. Questo stato delle cose fa s? che realt? come la nostra, per sopravvivere, debbano far conto su spettacoli di puro intrattenimento, per poi poter investire su progetti “altri”.
-Cosa cambia in termini organizzativi e non solo tra mettere in piedi una serata durante la stagione invernale e quella estiva?
Beh, tecnicamente non ci sono grandi differenze. Cambia sicuramente il mercato, che in estate ? molto pi? frammentato, essendo composto da realt? che spesso organizzano un solo evento all’anno (sagre e pro loco), senn? le problematiche principali sono ovviamente legate alle condizioni del clima: se ? vero che le serate potrebbero raddoppiare, ? vero anche che molte saltano per la pioggia.
-Banda Sonora che cosa organizza per l’estate 2004?
Continueremo con l’attivit? di booking per le nostre cover band e i nostri DJ, ma la grande novit? ? sicuramente il progetto B-Live, che ci vede impegnati nella direzione artistica e nella promozione per un locale della bassa friulana. In questo caso gli artisti che ingaggeremo saranno esclusivamente gruppi che producono musica originale: ci saranno molte realt? “nostrane” (Amari, Jade, Trabant, Steve Nardini, Teho Teardo) e diversi ospiti “foresti”, come i padovani Fujiko, finalisti nazionali all’ultimo Arezzo Wave. Oltre ai gruppi ci saranno per? anche molti DJ: oltre a me, a Max D.Blas del Q-Project di Padova, a Roby Cicinato (DJ storico del Rototom) e al collettivo Electrosacher di Trieste, sono gi? in programma dei DJ di fama nazionale. Ad esempio, il 18 ci saranno Samuel dei Subsonica e dj Pisti, che con il primo condivide il progetto Motel Connection. Insomma, l’idea ? di inserire progetti di musica originale in un contesto di intrattenimento, per provare ad avvicinare la “massa” a qualcosa di nuovo o quantomeno di diverso. Ecco, questo ? uno dei progetti “altri”, che in un certo senso ? “finanziato” dalle cover band e quindi se come speriamo funzioner?, sar? una bella soddisfazione!
4:33 AM
domenica, giugno 13, 2004
El Guapo
Sabato 5 giugno 2004, Velvet, Giais di Aviano.
Anche questa volta gli El Guapo non tradiscono le aspettative. Capaci di mutare lentamente di live in live, questa volta si presentano addirittura in formazione allargata con l’aggiunta di un batterista. Questo permette al bassista schizofrenico Justin di dinoccolarsi meglio durante la performance, alternando sguardi a met? tra la paranoia e visioni mistiche pi? in generale. Ma la macchina messa in piedi dai tre ammmeregani gira che ? una favola, sospinta da pulsazioni ritmiche che fin dall’inizio invitano a ballare, sui quali i nostri imbastiscono trame vocali all’unisono degne di ipotetiche villotte punk funk. Il groove si ingrassa brano dopo brano, smuovendo anche i boriosi indie-rockers tra il pubblico, che seguono le movenze pi? spensierate delle ragazze carine. La band da par suo presenta un repertorio veramente killer, composto perlopi? di brani che andranno a costruire la scaletta del nuovo album della band, che si preannuncia danzereccio oltre ogni misura. Ma anche pezzi estratti da “Super System” e “Fake French”, le precedenti prove del trio, suonano incredibilmente perfette, con i loro scatti tra melodia che si insinua nel cervello e deriva elettronica. Il pubblico, aumentato man mano durante la durata del concerto, si scioglie sempre di pi? di fronte agli stralunati coretti su cassa in quarti proposti dal trio, ed a fine concerto i nostri sono costretti a riprendere in mano chitarre e sintetizzatori per ben due volte, poiché nemmeno la prima tranche di bis soddisfa il pubblico.
Ancora una volta, gli El Guapo si sono resi protagonisti di un’altra performance memorabile, per quelli che bene o male sono una delle pi? originali entit? indipendenti statunitensi. La prossima volta che tornano da queste parti a suonare, scatta pure il trenino.
1:04 PM
giovedì, giugno 10, 2004
Bob Log III
Sabato 22 maggio, Velvet, Giais di Aviano (Pn).
Quanto rumore pu? generare un solo uomo messo su un palco? Obiettivamente, provate a pensarci. Ora abbigliate quest’uomo con una tutina satinata che lascia poco all’immaginazione, fategli indossare un casco da pilota nel quale avete precedentemente conficcato una cornetta del telefono all’altezza della bocca. Mettetegli una cassa davanti a un piede ed un piatto davanti all’altra; fategli inforcare una vecchia chitarra semiacustica e riponetevi il nostro quesito di partenza. Quindi? Sicuramente rimarreste esterrefatti, e non solo per la tutina. Roberto Tronco Terzo, come si ? amabilmente presentato al pubblico, ? un intrattenitore come ce ne sono pochi. Scioriner? per voi fiumi di country blues anfetaminico e deviato, delle specie di schegge di velocit? impressionante, accompagnandosi da ritmiche al fulmicotone suonate con i piedi (letteralmente, non metaforicamente...). Ovviamente il ragazzo ? tecnicamente superbo, ma questo non gli basta e, come tutti i musicisti che sanno-quello-che-fanno-anche-se-non-lo-diresti-mai-per-come-si-conciano, ? anche un personaggio che sa stare sul palco in maniera incredibile. Sketch dopo ogni brano, dal “tits clapping” che non possiamo spiegare senza bollino rosso, ai continui inni al whiskey del nostro, fino a suonare “the fastest damned song in the whole world”, e risuonarla addirittura bendato, arrivando fino a suonare con una ragazza del pubblico sulle ginocchia e concludendo con la trovata, semplicemente geniale, di presentare la sua band, cio? egli stesso, ma suddivisa per arti operativi. Questo sconsiderato artista di Tucson, nell’Arizona, ha inebriato grazie ad un concerto che mescolava circo, grande tecnica, un sound semplicemente devastante, ed un’innata simpatia. Ancora grazie di cuore allo staff del Velvet, per aver fatto arrivare fino qui un grande artista underground come Bob Log III.
12:36 AM
mercoledì, giugno 09, 2004
Urbs.
Il fascino del dj che parla di notte al suo pubblico (senza buttarci dentro Oliver Stone, ad un certo punto va bene anche immaginarsi Awanagana...) ? un’immagine di un modo di vivere la musica come qualcosa di speciale, di molto intimo, ma allo stesso tempo aperto a chiunque. E’ bene o male grazie ad un mezzo come la radio che ancora, in un mare di comunicazione dominato da internet, si crea un ponte pi? solido tra presente e futuro, recuperando una dimensione pi? “fisica”, di qualsiasi compressione o streaming. E hanno sfruttato bene queste peculiarit? i ragazzi ai quali ci rivolgiamo oggi. Alex, Andrea e Claudio sono gli ideatori, speakers, registi e quant’altro serva di “Urbs”, programma radiofonico dedicato a tutte le forme di espressione “urbana”, che va in onda ogni luned? sera dalle ore 22 sulle frequenze di Radio Spazio 103.
Visto il buon lavoro svolto dai nostri, abbiamo pensato di farci quattro chiacchiere....
-Quando e come nasce Urbs?
Alex: Urbs nasce a livello “operativo” nel settembre 2003, con la messa in onda della prima puntata “pilota”, su Radio Spazio 103, della nostra trasmissione radiofonica. In realt? la radio ? solo uno, il primo, dei mezzi con i quali Urbs intende esprimersi. Nella nostra testa, nella fattispecie la mia e quella di Massimiliano Vinci, il mio “fratello acquisito”.C’era l’esigenza generale di qualcuno o qualcosa che prendesse in considerazione e canalizzasse chi cerca musica, arte, espressioni e situazioni diverse nella propria citt?. Abbiamo deciso di essere quel qualcosa. E’ stato bello incontrare sulla nostra strada Claudio e Andrea, che hanno capito l’importanza di tutto questo e ci credono fermamente. Siamo una bella squadra e ogni giorno abbiamo nuovi amici pronti a darci una mano.
-Cosa offre in pi? la radio come veicolo di comunicazione per un programma del genere?
Alex: certamente l’immediatezza: la radio ? ovunque. Si sintonizza facilmente, ? portatile, flessibile e non richiede che l’utente stia fermo davanti al mezzo di comunicazione. A livello psicologico, poi, l’impatto di una voce rende l’idea molto meglio di un testo o di una foto: comunica pienamente l’impegno e l’entusiasmo che stanno dietro ad un progetto artistico o musicale. Meglio di qualsiasi altra cosa consolida la credibilit? di ci? che si crea o si esprime.
Andrea: La radio offre il mondo, il contatto, dal mio punto di vista tocca il primo senso pi? facile da raggiungere, cio? l’udito.
-Qual ? la panoramica della musica nella nostra regione che avete potuto constatare grazie alla vostra attivit? in radio?
Claudio: Posso senz’ altro dire che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e far conoscere produzioni musicali di ottima qualit? e che non sono mai scadute nel commerciale,dal jazz all’ elettronica pi? dura,dall’ hip hop alla chillout e via dicendo. Tutte produzioni di abili menti friulane che non hanno niente da invidiare ad altri paesi in cui sono sostanzialmente abituati a proposte musicali diverse da quelle pi? popolari a cui sono sottoposte le nostre orecchie e quindi le nostre mode.
Andrea: Vorrei risponderti con poche parole in cui credo…Udine non ha nulla da invidiare alle maggiori citt? italiane dal punto di vista musicale…e ti dir? di pi?. Molti dovrebbero stare attenti a cosa si sta muovendo nel sottosuolo friulano prima o poi qualcuno romper? la crosta terrestre e spiccher? il volo verso la pi? accogliente “Europa musicale”.
-In che direzioni si sta tentando di muovere Urbs? Ci sono in ballo progetti oltre il programma radio?
Claudio: Progetti ce ne sono molti,ma per scaramanzia preferisco non rivelarli fino a quando non saremo sicuri che saranno cose fattibili in termini tecnici. Posso per? dire che continueremo a muoverci come abbiamo fatto fino ad ora,ovvero con la semplicit?,l’ umilt? e la voglia di progredire e crescere che ci hanno accompagnati durante questi primi mesi di duro ma entusiasmante lavoro.
Alex: abbiamo atteso la fine della prima stagione radiofonica per tirare le somme e valutare se e come creare il nostro sito web. Il progetto operativo ? terminato e stiamo passando alla fase di realizzazione. Vogliamo creare una piazza dove artisti, ascoltatori, fans, simpatizzanti, e anche noi stessi, ci si incontri e si interagisca. Ci sono anche altri “segreti” in ballo, ma lo dice la parola stessa… Intanto invitiamo tutti a seguirci nella nostra lunga kermesse estiva al Parco del Cormôr. Quando? Ovviamente il luned? sera, a partire dal 28 giugno.
6:22 AM
mercoledì, maggio 26, 2004
Verdena
Venerdì 14 maggio, Festintenda, Chiasellis (Ud).
Il tour promozionale de “Il suicidio del samurai”, ultima fatica del trio rock-con-disagio-giovanile-annesso Verdena fa tappa in quel di Festintenda. Ad accogliere i tre bergamaschi, l’amico acquazzone che immancabilmente ha fatto il biglietto per praticamente tutte le serate. E, nonostante si trovi riparo all’interno del tendone, l’amico acquazzone non si accontenta e, con somma gioia del giovane batterista Luca, riesce a trovare un varco per andare ad adagiarsi allegramente sulle pelli della batteria. Ne nasce un po’ di nervosismo tra un pezzo e l’altro, ma non ci si perde d’animo: il cantante Alberto e la bassista Roberta tentano di combattere la tensione, ma al microfono hanno la stessa parlantina sciolta di un difensore ucraino alla prima intervista in Italia.
Nonostante l’assillo di Giove Pluvio, i nostri riescono a suonare le loro canzoncine, andando a pescarle da tutti e tre i loro album. I ragazzi non suonano male, pende sulle loro teste l’impressionante somiglianza stilistica con i norvegesi Motorpsycho, di cui recuperano pari pari le peculiarità (addirittura gli stessi assoli!). Le canzoni, forse grazie anche a questo, non sono brutte, e sicuramente la band dimostra maggior confidenza con la forma canzone di brani come “Valvonauta”, “Spaceman” o la bella “Luna”. Quando invece tenta soluzioni più psichedeliche, i tre bergamaschi mostrano un po’ la corda nell’organizzazione di esplosioni di rumori e melodie, non riuscendo ad ampliare la gamma di soluzioni. Discutibile la new entry Fidel alle tastiere: a parte qualche bel passaggio, per gran parte del live se n’è stato sul palco a non fare assolutamente nulla. Salvo poi svegliarsi improvvisamente a concerto finito e lanciarsi come un novello Jean-Michel Jarre, in suonini e suononi sintetizzati, delay vari, ed altre amenità .
In ogni caso i Verdena il loro sporco lavoro lo fanno, ma siamo ancora lontani dai toni entusiasti di chi li definisce “l’unica vera rockband in Italia”. Che poi non vuol dire nulla....ma vallo a spiegare.
12:31 AM
domenica, maggio 16, 2004
Caparezza
Venerdì 7 maggio 2004, Festintenda, Chiasellis (Ud).
Il giullare rap che irride i potenti. Il musicista barocco che sgretola ogni luogo comune. L’acuto osservatore della nostra realtà che mescola suoni in apparenza inconciliabili. Si è detto tanto in quest’anno di Caparezza, soprattutto alla luce del grande successo ottenuto dall’artista con il singolo “Fuori dal tunnel”. Si è detto tanto, e forse pure troppo. Il ragazzo anche a Festintenda ha dato prova di avere una sua personalità , ma qualcosa non ci ha convinto pienamente. Non tanto nei brani e nell’esecuzione in sè: la band ha interpretato il repertorio del capellone in maniera ineccepibile, anche se va chiarito il ruolo tecnico del moschino che, armato di microfono, spalleggiava Caparezza. Quello che non ci convince appieno è l’attitudine espressa sul palco. Caparezza e tutto il suo entourage propongono uno spettacolo ricolmo di facce, pantomime, scenette, battute, oggetti bizzarri. Sia ben chiaro, nessuno chiede mutismo e rassegnazione tra un brano e l’altro, ma l’impressione è stata quella di qualcosa di molto artefatto, troppo poco spontaneo, e soprattutto troppo agghindato. Per non parlare poi dello stesso Caparezza, che tra un brano e l’altro si concedeva dei monologhi colmi di una retorica che ormai andrebbe bandita dai concerti: quella per far gridare i ragazzini. Caparezza vuole essere diverso dagli altri, ma questa immagine disperatamente cercata cozza irrimediabilmente con la realtà . Anche perché chi ha un po’ di memoria storica se lo ricorderà qualche anno fa quando, camuffato ad hoc, faceva la figura dello stereotipo giovanile sull’allora Videomusic, sufficientemente per poi anche finire a Sanremo a spacciarsi per un melenso fratello scemo del sior Lorenzo Cherubini.
I brani in scaletta ci sono tutti, dal debutto di “Tutto quello che c’è” a “Vengo dalla luna”, passando dalla branduardiana “La fitta sassaiuola dell’ingiuria” per arrivare alla strainvocata “Fuori dal tunnel”, presentata con un irriverente, quanto posticcio, monito di “scaricatevi �sta suoneria”.
L’allegra compagnia di messer Salvemini non ci ha convinto del tutto, per una diffusa mancanza di spontaneità all’interno dello show, dominato da pantomime e scenette degne dei più ballonzolanti pupi siciliani. Ci aspettiamo di poter vedere il vero Caparezza, non il personaggio da palco.
11:49 AM
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